Domanda di: Ing. Raoul Martini | Ultimo aggiornamento: 3 dicembre 2023 Valutazione: 5/5
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In latino l'avverbio infra che vuol dire sotto ha generato gli aggettivi di grado comparativo inferior che in italiano è diventato inferiore cioè più basso , e di grado superlativo infimus che in italiano è infimo cioè bassissimo.
L'aggettivo infimo deriva da un superlativo latino e ha mantenuto in italiano il valore di superlativo: infatti significa “il più basso” e “molto basso”; però non si usa quasi mai con riferimento alla posizione nello spazio, ma di solito si riferisce a qualità materiale o morale.
Qualcuno storce il naso perché è tecnicamente scorretto, ma diciamo che in questo caso la positivizzazione dell'infimo ha ormai almeno tre secoli e un panneggiato retroterra letterario - e quindi possiamo considerarlo sia aggettivo superlativo sia aggettivo di grado positivo.
Come nel caso di migliore / ottimo (da buono) o minore / minimo (da piccolo), tutti questi comparativi terminano in -ore e tutti questi superlativi terminano in -mo e non sono suscettibili di ulteriori gradazioni: non si può dire più superiore o superiorissimo.
Gli aggettivi migliore, peggiore, maggiore, minore, sono già forme di comparativo di maggioranza e pertanto non sono mai preceduti da più o da il più. Allo stesso modo, i superlativi assoluti ottimo, pessimo, massimo, minimo, non hanno bisogno di rafforzativi.