La sera induce il poeta a pensare al nulla eterno,cioè alla morte, il momento in cui gli affanni si placano definitivamente, mentre fugge il reo tempo,cioè se ne va il tempo malvagio, anche dal punto di vista storico e la moltitudine di angosce che lo fanno soffrire.
Per Foscolo il passare del tempo è qualcosa di positivo. Lo scorrere del tempo è un topos letterario greco e latino (Lucrezio), ma mentre alcuni lo vedevano come qualcosa di qualcuno perché il tempo porta via con sé tutti i dolori e le sofferenze.
Ecco alcuni casi nel sonetto Alla Sera: “inquïete / tenebre” (aggettivo-sostantivo) nei vv. 5-6, “secrete / vie” (aggettivo-sostantivo) nei vv. 7-8, “fugge / questo reo tempo” (predicato verbale-soggetto) nel vv. 10-11, “torme / delle cure” (sostantivo-complemento di specificazione) nei vv.
Nell'ultimo verso, invece, Foscolo attribuisce il verbo “rugge” al suo “spirto guerrier”paragonando probabilmente il suo animo ribelle ad un leone in gabbia, che si dimena imprigionato nel suo corpo.
Nel momento in cui la sera scende, il suo animo riposa, un animo che urla dall'interno del suo corpo, un animo definito “spirto guerrier”. L'unico momento di pausa è la morte. Definita “nulla eterno”, vuoto.