Domanda di: Matilde De luca | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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orator -oris, der. di orare «parlare»]. – 1. In senso stretto, chi professa l'arte oratoria o comunque possiede le doti di eloquenza necessarie per parlare in pubblico o davanti a un'assemblea: i grandi o.
1 Chi è esperto nell'arte di parlare in pubblico, nell'oratoria: un pregevole o. 2 estens. Chi parla a un pubblico, a un'assemblea: molti oratori si succedettero alla tribuna; i deputati della parte avversa interruppero spesso l'o.
"L'oratore deve possedere prontezza di spirito e di mente, acuta nel trovare argomenti, feconda negli sviluppi e negli ornamenti, salda e stabile nella memoria.
L'arte dell'eloquenza non può essere svincolata dalle virtù morali: il perfetto oratore è pertanto colui che alle qualità tecniche e professionali sa coniugare quelle etiche, come il senso di giustizia, la lealtà, l'umiltà, etc.
Il De oratore, composto nel 55 a. C., è un dialogo in tre libri: un dibattito sulla natura e la funzione dell'eloquenza, ambientato nel 91 a. C., al quale Cicerone immagina prendano parte i più insigni oratori dei tempi della sua giovinezza, tra i quali Antonio e Crasso.