Domanda di: Sig. Oreste Conti | Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026 Valutazione: 4.1/5
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Il cosiddetto "bonus diabete" non è una misura unica, ma un insieme di agevolazioni economiche e assistenziali, tra cui l'assegno di invalidità civile erogato dall'INPS, destinato a persone con diabete di tipo 1 o 2 che presentano un'invalidità riconosciuta, solitamente superiore al 74%. Il sostegno può variare da 315€ a oltre 525€ al mese per 13 mensilità, a seconda del grado di invalidità.
L'indennità ammonta a 520,29 euro al mese per 12 mensilità. Quindi, ricapitolando, non bisogna confondere il bonus diabete con l'indennità di accompagnamento: il primo non esiste.
La percentuale di invalidità per il diabete varia dal 41% al 100% a seconda della gravità e delle complicanze, come micro/macroangiopatie (41-50%), controllo metabolico mediocre con iperlipidemia (51-60%), o complicanze gravi come nefropatia e retinopatia (91-100%). Un diabete ben controllato potrebbe non dare diritto a benefici economici, mentre quelli più gravi possono aprire l'accesso a prestazioni economiche e agevolazioni.
La normativa prevede che i pazienti diabetici che possono richiedere il contributo economico (bonus diabete) sono coloro sono affetti da: diabete mellito di tipo 1 o di tipo 2, con complicanze micro-macroangiopatiche e manifestazioni cliniche di medio grado (invalidità tra il 41% e il 50%);
Come anticipato, infatti, non ha diritto all'assegno chi è affetto da diabete ma senza conseguenze: solo chi ha complicanze tali da avere un'invalidità civile superiore al 74% potrà ottenere il bonus.