Che cos'è la discriminazione lavorativa?

Domanda di: Marzio Parisi  |  Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
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La discriminazione lavorativa è un trattamento sfavorevole, ingiusto o differenziato riservato a un lavoratore o candidato rispetto ad altri, basato su caratteristiche personali come genere, età, razza, religione, disabilità o orientamento sessuale. Vietata dalla legge italiana e comunitaria, si manifesta in assunzioni, retribuzioni, promozioni o licenziamenti.

Che cos'è la discriminazione sul lavoro?

La discriminazione sul luogo di lavoro si verifica quando un individuo o un gruppo riceve un trattamento sfavorevole per motivi come razza, religione, etnia, genere, orientamento sessuale o altre caratteristiche protette dalla legge, inclusi licenziamenti o mancati avanzamenti.

Qual è un esempio di discriminazione diretta sul posto di lavoro?

Un caso di discriminazione diretta in ambito lavorativo si ha per esempio quando un'inserzione di lavoro è rivolta a un solo gruppo di persone (per esempio esclusivamente agli uomini).

Che cosa si intende per discriminazione?

La discriminazione è un comportamento (un'azione o una omissione) che causa un trattamento non paritario di una persona o un gruppo di persone, in virtù della loro appartenenza ad un determinato gruppo sociale.

Quali sono gli esempi di questa discriminazione?

Alcuni esempi di discriminazione possono essere il razzismo, il sessismo, l'antisemitismo, l'omofobia ,la transfobia la grassofobia e l'abilismo.

Discriminazione sul lavoro