L'anastrofe è una figura retorica di parola che consiste nell'invertire due parti del discorso rispetto all'ordine abituale di una frase. La parola anastrofe, di derivazione greca anastrophé, si pronuncia anàstrôfe e vuol dire “inversione”.
I poeti invertono spesso l'ordine delle parole: per motivi di ritmo, di suono, di lunghezza del verso o per mettere in evidenza alcune parole rispetto ad altre. Si chiama inversione la rottura dell'ordine logico e sintattico delle parole nella frase. Non sempre le frasi, in poesia, coincidono con i versi.
Quale figura retorica inverte l'ordine delle parole?
L'iperbato (dal gr. yperbatón «trasposto», in lat. transgressio «superamento») è una figura retorica che consiste nell'inserire tra due o più parole collegate sintatticamente uno o più segmenti di discorso, modificando così l'ordine naturale della frase e creandone un altro, avvertito come inconsueto o irregolare.
Anastrofe (o inversione) consiste nell'alterare l'ordine normale degli elementi di una frase, anteponendo, ad esempio, il complemento oggetto al predicato (le tue botte ad aspettar) o il complemento di specificazione al sostantivo (di me più degno).
L'antitesi è una figura retorica che consiste nell'accostamento di concetti e parole contrapposte ed è finalizzata a enfatizzare l'entità del contrasto. ESEMPIO: So che non foco, ma ghiaccio eravate (G. Carducci, Illusa gioventù). ESEMPIO: Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi (G.