La povertà può essere definita come una condizione umana caratterizzata da privazione continua e cronica delle risorse, capacità, scelte, sicurezza e potere necessari per poter godere di uno standard di vita adeguato ed altri diritti civili, culturali, economici, politici e sociali.
La povertà è una malattia per l'intera società, non soltanto per il singolo. Certo, chi è povero sente sulla propria pelle le difficoltà di vivere giorno per giorno con l'incertezza del futuro, con scarsa possibilità di dare un avvenire migliore ai propri figli.
La povertà è la conseguenza di disuguaglianze sociali. Misurarla presuppone che i membri di una società la affrontino e la identifichino come problematica. È attraverso le politiche sociali rivolte ai poveri che le società hanno creato questa categoria sociale.
Si possono distinguere due linee di povertà: una inferiore, scendendo al di sotto della quale si definisce la povertà estrema, e una superiore, al di sotto della quale si è in una condizione di povertà moderata. L'uso delle linee di povertà di cui sopra definisce la povertà di reddito assoluta.
I dati globali. Si parla di povertà estrema quando una persona, una comunità o tutti gli abitanti di un'intera ragione sono costretti a vivere con meno di 1,90 dollari dal giorno. Meno di due dollari al giorno per procurarsi cibo, acqua, medicine e tutto ciò di cui ci sarebbe bisogno per avere una vita dignitosa.