Domanda di: Ing. Flaviana Mariani | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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CHE COS'È La sindrome di Turner è una malattia congenita caratterizzata da un insieme di caratteristiche fisiche e disfunzioni di organo legate all'assenza totale o parziale di uno dei due cromosomi sessuali, con presenza di una sola copia del cromosoma X. o ad alterazioni strutturali di uno di essi.
Le bambine colpite dalla sindrome in genere presentano bassa statura, pelle lassa nella zona della nuca, problemi di apprendimento e incapacità ad avviare spontaneamente la pubertà. La diagnosi viene confermata dall'analisi dei cromosomi. La terapia a base di ormoni può stimolare la crescita e dare inizio alla pubertà.
La conferma diagnostica avviene grazie ad analisi del cariotipo, analisi dell'ibridazione in situ fluorescente (FISH), o analisi cromosomica con microarray (CMA). L'analisi del cariotipo può essere condotta durante la gravidanza su un campione prelevato nel corso di villocentesi o amniocentesi (diagnosi prenatale).
Si stima che dal 2 al 7% dei casi potranno ottenere una gravidanza spontanea, sebbene il tasso di aborto e di malformazioni fetali siano superiori rispetto ai dati della popolazione generale. Si consiglia a queste donne di affidarsi al servizio di consulenza genetica prima di programmare la nascita di un figlio.
Nelle pazienti con sindrome di Turner, la terapia ormonale a base di estrogeno e progesterone ha lo scopo di favorire lo sviluppo puberale e indurre e regolarizzare il ciclo mestruale.