Domanda di: Laura D'amico | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Nell'accezione più generica, come del resto nella coscienza comune, è il principio vitale dell'uomo (dal lat. anima, affine, come animus, dal gr. ἄνεμος «soffio, vento»), di cui costituisce la parte immateriale, che è origine e centro del pensiero, del sentimento, della volontà, della coscienza morale.
Poiché il cuore è la posizione dell'anima umana e della forza vitale, è l'organo della massima importanza nella fisiologia aristotelica. Di conseguenza, il cuore è il primo organo ad apparire durante lo sviluppo embrionale.
L'anima è il senso del corpo, così come il corpo è la manifestazione dell'anima; allo stesso modo in cui il concetto si trova nella parola, così l'anima si trova nel corpo, senza che fra i due momenti vi sia un qualunque rapporto di causa ed effetto.
L'anima consta di tre "parti" (oggi preferiremmo chiamarle "funzioni"): l'"irascibile", che contiene l'impulso ad agire; la "concupiscibile", che contiene l'appetito e il desiderio; e la "razionale", che deve fungere da guida alle altre.
Quando moriamo, il nostro spirito e il nostro corpo si separano. Anche se il nostro corpo muore, il nostro spirito — che è l'essenza della nostra identità — continua a vivere. Il nostro spirito va nel mondo degli spiriti, che è diviso nel paradiso degli spiriti e nella prigione degli spiriti.