Domanda di: Dr. Sirio Bianchi | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Lo + ho, se pronunciati consecutivamente, non suonano molto bene; per tale motivo glielo perde la sua 'o' finale e segnala questa "caduta" con l'apostrofo, mentre il verbo avere rimane inalterato nella forma di 'ho'. La forma gliel'ho, dunque, si usa quando il verbo avere segue il pronome.
💠GLIELO: può sostituire“A LUI, A LEI, A LORO” + un nome maschile singolare. 💠GLIELA: può sostituire “A LUI, A LEI, A LORO” + un nome femminile singolare. ❗“GLIELO” e “GLIELA” si apostrofano con il verbo “AVERE”. 💠GLIELI: può sostituire“A LUI, A LEI, A LORO” + un nome maschile plurale.
Alla terza persona, invece, i due pronomi atoni si fondono normalmente in un'unica parola: glielo, gliela, glieli, gliele. La grafia corretta e diffusa è oggi dunque quella unita; quella staccata è certamente possibile, ma di uso letterario e antico, oggi assai raro.
Se il verbo avere è indispensabile per dare il senso alla frase allora la forma corretta di scrittura è gliel'ho. Oppure con verbo avere opportunamente coniugato (gliel'ha, gliel'abbiamo, ecc.).
Si forma allo stesso modo anche gliela. Quando dopo una di queste forme c'è una voce del verbo avere che inizia per h o per vocale, si mette l'apostrofo: gliel'ho detto, gliel'ho portata, gliel'avevo regalata, gliel'hanno dato.