Il rumeno e il moldavo sono essenzialmente la stessa lingua, con differenze minime paragonabili a varietà regionali. Entrambi derivano dal latino, condividono la grammatica e sono mutuamente intelligibili. Le differenze, principalmente fonetiche o lessicali, derivano da un maggiore influsso russo nel moldavo e dall'uso storico del cirillico in Moldavia, ora sostituito dall'alfabeto latino.
L'arumeno è una lingua neolatina, strettamente imparentata col rumeno, che si parla in zone del nord della Grecia, dell'Albania, della Macedonia del Nord, della Bulgaria e della Serbia. La lingua arumena è simile a quella rumena in grammatica e morfologia, e si differenzia principalmente nel vocabolario.
Storicamente con Moldavia s'intende la regione storica la cui porzione occidentale è compresa nell'attuale Romania, mentre la parte orientale più estesa (Bessarabia e Transnistria) costituisce uno Stato indipendente stretto tra la Romania (di cui era parte integrante nel periodo tra le due guerre mondiali) e l'Ucraina.
Molti moldavi hanno il diritto di richiedere la cittadinanza rumena perché i loro nonni o genitori erano effettivamente cittadini rumeni durante il periodo tra le due guerre, quando la regione fu incorporata nella Romania.