Che differenza c'è tra taglio scalato e taglio sfilato?

Domanda di: Selvaggia Amato  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Per intenderci, un taglio scalato, che gioca sulle diverse lunghezze dei capelli, sovrapponendo quindi diversi strati, ha lo scopo principale di dare volume. Chi sfila i capelli, invece, è mosso dall'esigenza opposta: quella di sfoltire, cioè togliere volume a una chioma troppo ingombrante.

Cosa si intende per taglio sfilato?

Lo sfilato, per sfoltire

Sfilare i capelli, invece, consiste nello sfoltire la chioma in alcune zone con forbici seghettate o con un rasoio per apportare leggerezza alla pettinatura. Può anche, in misura minima, creare volume.

Come sono i capelli sfilati?

I capelli sfilati, invece, sono quelli che vengono sfoltiti, cioè alleggeriti di forma e di volume. A differenza dei tagli scalati, quelli sfilati vengono eseguiti con tecniche meno lineari. In alcuni casi, è necessario per esempio l'uso del rasoio o delle forbici dentellate che però tendono a "sminuzzare" le punte.

A cosa serve il taglio scalato?

Il taglio scalato ha come obiettivo quello di regalare volume alla chioma. Quando lo realizza il parrucchiere gioca con le ciocche, donandogli una lunghezza diversa. Alcune vengono tagliare più corte, altre restano più lunghe, il tutto per donare movimento e un volume che sia il più possibile naturale.

Come si chiama il taglio scalato?

Infine, il nuovo taglio scalato, di tendenza proprio dall'estate 2022, si chiama butterfly cut e si ispira, appunto, alle ali di una farfalla, presentandosi con dei ciuffi laterali decisamente più corti rispetto alla lunghezza della chioma e che predilige una piega mossa e morbida.

Taglio scalato e sfilato -Tutorial- Alessandro Baini Hairstylist