Che differenza c'è tra un DSA e un ADHD?
Domanda di: Karim Conti | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2026Valutazione: 4.4/5 (62 voti)
I DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) riguardano difficoltà mirate in lettura, scrittura e calcolo, mentre l'ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività) è un disturbo del neurosviluppo più ampio che si manifesta con disattenzione, iperattività e impulsività, compromettendo l'autocontrollo e l'organizzazione; sebbene siano distinti, spesso coesistono, creando profili neuropsicologici differenti con aree di sovrapposizione.
L'ADHD è un DSA?
Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) tende a manifestarsi prima dei 7 anni. I Disturbi dell'apprendimento (DSA), invece, si manifestano tipicamente quando il bambino inizia la scuola primaria e incontra le prime difficoltà nella lettura, scrittura o calcolo.
Qual è la differenza tra DSA e ADHD?
I DSA, come dislessia, disgrafia e discalculia, si manifestano come difficoltà persistenti nell'apprendimento e nell'elaborazione delle informazioni, pur in presenza di un'intelligenza normale o superiore. L'ADHD, invece, è caratterizzato da iperattività, disattenzione e impulsività.
DSA si può guarire?
No, dai Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) non si "guarisce" perché non sono malattie, ma caratteristiche neurobiologiche permanenti; tuttavia, con percorsi riabilitativi mirati, strumenti compensativi (es. sintesi vocale, mappe) e supporto scolastico (PDP), le difficoltà si possono gestire efficacemente, migliorare le prestazioni e raggiungere grandi traguardi. L'intervento precoce è fondamentale per sviluppare strategie e autostima, permettendo alla persona di compensare il disturbo per tutta la vita, proprio come si compensa la miopia con gli occhiali.
ADHD è curabile nei bambini?
Un bambino con ADHD non "guarisce" nel senso di una cura definitiva, ma è una condizione cronica che può essere gestita con successo attraverso un approccio multimodale che include interventi psicologici (terapia cognitivo-comportamentale), supporto educativo (PDP a scuola), supporto familiare e, se necessario, farmaci, permettendo al bambino di condurre una vita piena e soddisfacente, valorizzando anche i suoi punti di forza.
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