Domanda di: Laura Grassi | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2023 Valutazione: 4.4/5
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Esso può infatti: a) fungere da particella riflessiva; in questo caso, se il si svolge la funzione di far coincidere il soggetto con l'oggetto della frase è definito 'riflessivo diretto'; se invece all'interno della frase il suo impiego fa coincidere il soggetto con il complemento di termine, si dice 'riflessivo ...
1) Riflessivo proprio; esempio, Marta si lava: si è inteso come se stessa, accompagna sempre un verbo transitivo. 2) Riflessivo apparente; esempio, Marta si lava le mani: si è inteso a sé stessa, svolge sempre la funzione di complemento di termine.
In questo caso, si usano le particelle pronominali atone (https://library.weschool.com/lezione/pronome-personale-pronomi-complemento-riflessivi-particelle-pronominali-grammatica-10890.html): per la terza persona singolare e plurale, la particella è appunto “si”.
La particella si, oltre al valore impersonale, può avere anche usi differenti ed essere presente in svariate costruzioni, in cui il si assume: valore riflessivo, a sua volta distinguibile in proprio, apparente, o reciproco.
La forma riflessiva si può riconoscere facilmente perché prima del verbo si trovano sempre le particelle pronominali mi, ti, ci, vi, si che indicano appunto il riflettersi dell'azione sul soggetto della frase. Per esempio: Come sei vanitosa: ti guardi sempre allo specchio.