Che io arrivi congiuntivo?

Domanda di: Enrica Ferretti  |  Ultimo aggiornamento: 10 maggio 2026
Valutazione: 5/5 (70 voti)

"Che io arrivi" è il congiuntivo presente del verbo arrivare (prima coniugazione). È la forma utilizzata per esprimere desideri, dubbi, opinioni o incertezze al tempo presente. La coniugazione completa è: che io arrivi, che tu arrivi, che egli arrivi, che noi arriviamo, che voi arriviate, che essi arrivino.

Che io arrivi o arriva?

Certo che devi usare "arriva", perché il "che" è legato al sostantivo "tempo" e non al verbo "egli arriva". Molte persone si sbagliano pensando che il "che" in questo caso faccia parte del verbo.

Che io congiuntivo?

I suoi tempi rispecchiano, seppure in maniera ridotta, il sistema verbale dell'indicativo. L'italiano ne è dunque abbastanza ricco: Congiuntivo presente (che io arrivi, che io prenda, che io senta) Congiuntivo imperfetto (che io arrivassi, che io prendessi, che io sentissi)

Che arrivano sinonimi?

in città] ≈ giungere, pervenire, raggiungere (ø). ↑ sopraggiungere, sopravvenire, [all'improvviso] piombare. ↔ ‖ *partire.

Come non sbagliare mai i congiuntivi?

Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
 

Lorenzo Baglioni - Il Congiuntivo (Sanremo 2018)