Domanda di: Marcella Villa | Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
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Nell'antica Pompei si parlavano principalmente tre lingue: l'osco, il greco e il latino. Sebbene il latino fosse diventato la lingua ufficiale con la dominazione romana, l'osco e il greco rimasero in uso, riflettendo la natura multiculturale della città, che includeva influenze sannite, greche ed etrusche.
La città fu fondata da popolazioni osche, anche se il nome “Pompei” potrebbe avere origini greche. Nei secoli successivi subì l'influenza di vari popoli, tra cui Greci, Etruschi, Sanniti e infine Romani.
Che non ebbero la possibilità di fuggire nel momento in cui iniziò l'eruzione. Purtroppo le scarse conoscenze della reale natura del Vesuvio e le loro convinzioni non portarono i Pompeiani a scappare, alle prime avvisaglie dell'imminente eruzione.
Non più semplici immagini romantiche del passato, i calchi ci spingono verso una lettura più ricca e stratificata. I calchi delle vittime non sono corpi pietrificati, come spesso si crede, ma rappresentazioni ottenute versando gesso nelle cavità lasciate dai corpi nello strato di pomici e cenere.