Domanda di: Sig. Jack Morelli | Ultimo aggiornamento: 2 aprile 2026 Valutazione: 4.6/5
(72 voti)
Prima dell'invenzione del freezer, il ghiaccio si raccoglieva in inverno da laghi, fiumi o montagne, venendo poi conservato per mesi in strutture isolate chiamate ghiacciaie o neviere. Blocchi di ghiaccio, avvolti in materiali isolanti come la paglia, venivano stoccati in profondità o in luoghi ventilati rivolti a nord, garantendo la fornitura fino all'estate.
Come si faceva il ghiaccio quando non c'erano i frigoriferi?
Le civiltà impararono presto a immagazzinare ghiaccio e neve e a utilizzarli per mantenere a lungo bassa la temperatura di particolari edifici: le ghiacciaie. La materia prima era raccolta d'inverno o in quota, avvolta in materiali isolanti (come la paglia) e trasportata fino alla ghiacciaia.
Ma fino alla metà del XIX secolo, per procurarsi del ghiaccio bisognava montare in sella ai cavalli con un carretto, scalare montagne, attraversare laghi e stagni ghiacciati e scavare vari strati di neve fresca fino ad arrivare al ghiaccio.
Il ghiaccio poteva essere ricavato e tagliato quando le acque (ad esempio di un fiume) venivano deviate e trasformate in ghiaccio durante l'inverno, attraverso l'azione della temperatura ambientale sotto 0°C, per poi essere immagazzinato e prelevato successivamente al momento del bisogno.
Come facevano a fare il ghiaccio nel 1800 in Sicilia?
Due erano i metodi di raccolta della neve: o veniva raccolta in mucchi e caricata su delle barelle, oppure si faceva una palla (bbadda) attorno ad un bastone che fungeva da perno, la si caricava sulle spalle fino alla bocca della neviera attraverso cui precipitava dentro.