Nell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri si parla principalmente il volgare fiorentino del XIV secolo, arricchito da latinismi, dialettismi e un linguaggio crudo, aspro e realistico. Questa lingua, definita spesso "comedia" dallo stesso autore, è utilizzata per descrivere le pene e i dialoghi con i dannati.
In Cina c'è una lingua così complessa che nemmeno i cinesi la capiscono: il Wenzhounese. La chiamano la lingua del diavolo. Non per evocare spiriti oscuri… ma perché ti viene voglia di esorcizzare chi la parla. Dimentica il latino o l'egiziano antico.
Gli angeli, secondo le prime fonti rabbiniche, parlano la lingua ebraica, hanno la capacità di volare, sono in grado di spostarsi ovunque nonché di prevedere il futuro.
Dante scrive in fiorentino, dall'inizio alla fine della sua carriera: in altri termini, il sistema fonologico, morfologico, sintattico che si desume dalle sue opere – pur con le cautele imposte dalla mancanza di autografi e dalla varia tradizione di esse (cfr.