Nei documenti formali, contratti o lettere si inserisce il luogo geografico (città) in cui viene redatto o firmato il documento, seguito dalla data (es. Roma, 5 febbraio 2026). Spesso posizionato in alto a destra o in calce vicino alla firma, serve a contestualizzare l'atto. In caso di firme a distanza, si usa solitamente il comune di residenza.
· Il luogo e la data d'invio (normalmente in alto a destra). Convenzionalmente si usa scrivere il luogo seguito da una virgola, giorno, mese (meglio per esteso), anno. Es.: Firenze, 25 maggio 2003.
“li 22 gennaio” vuol dire “i 22 (giorni di) gennaio”. Che poi diventa un grossolano errore quando viene accentato, lì, e trasformato in un avverbio di luogo sbagliato: semmai dovrebbe essere qui, cioè vicino a chi scrive l'assegno o la lettera, mentre lì indica lontananza da chi scrive e vicinanza a chi legge.
Viene d'istinto firmare all'ultima pagina e, questo, è sicuramente corretto. Ma potrebbe non essere sufficiente. È infatti necessario inserire la firma proprio alla fine del testo, ossia sul rigo immediatamente successivo a quello ove si trova l'ultima parola del contratto.
E giungiamo alla firma. Nella lettera personale, nella corrispondenza privata, firma in basso a destra. In quella d'ufficio, il titolare della carica accompagna sempre la propria firma con l'indicazione a stampa di titoli e generalità. Si può scegliere di firmare sotto o sopra il nome.