Domanda di: Sig. Nestore Caputo | Ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Che cosa significa "Esistenza libera e dignitosa"? Corollario ed ovvia conseguenza della giusta retribuzione propugnata dal precedente assunto della proporzione tra retribuzione e quantità/qualità del lavoro. Essa mira quindi alle fondamentali esigenze di vita del soggetto, ed a quelle legate alla sua famiglia.
Il lavoratore è tenuto a svolgere la prestazione dedotta nel suo contratto di lavoro osservando gli obblighi di diligenza, obbedienza e fedeltà. Inoltre, è possibile estendere il divieto di concorrenza anche oltre la cessazione del rapporto mediante la stipula di un patto specifico.
Perché il lavoro è importante per la Costituzione?
Il lavoro assicura infatti quella dignità umana che permea l'intera Carta fondamentale (si vedano ad esempio gli artt. 2, 3, 27, 32 e 36 della Costituzione), confermandosi principio base dell'ordinamento repubblicano.
Art. 36. Il 12 settembre 1946 la terza Sottocommissione della Commissione per la Costituzione approva il seguente testo: «Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro e adeguata alle necessità personali e familiari».