I sardi rappresentano una popolazione geneticamente distinta e antica, caratterizzata da un elevato grado di continuità genetica con i primi agricoltori neolitici arrivati dall'Anatolia (circa il 57% del DNA). L'isolamento geografico ha preservato un corredo genetico unico, con specifici marcatori (come I-M26) e una forte componente ancestrale pre-nuragica e nuragica, rendendoli geneticamente unici in Europa.
Il Sardo è introverso e solitario. Giudico questo come una qualità positiva. L'isolamento che da millenni ha costretto il Sardo nelle solitudini sconfinate e ventose della sua terra, non poteva non favorire un carattere etnico introverso, riflessivo, egocentrico, ripiegato su se stesso, meditativo.
L'origine dei sardi è incerta. È probabile che i primi abitanti dell'isola, che diedero origine alla civiltà dei Nuraghi 7-8 mila anni fa, provenissero da Italia e Grecia. I sardi conservano però caratteristiche genetiche specifiche che li rendono diversi dalle altre popolazioni europee.
È un popolo molto antico, il cui progenitore comune, abbastanza numeroso, risale a circa 20.000 anni fa. I sardi sono di origine europea, ma si differenziano da questi popoli in termini genetici, in quanto presentano delle affinità con essi, ma anche delle unicità.
Anzitutto, i ricercatori hanno scoperto che quasi l'80 per cento dei genomi mitocondriali dei sardi di oggi appartiene a rami genetici che non si trovano in nessun altro luogo al di fuori dell'isola. Inoltre, gli scienziati hanno classificato i genomi mitocondriali dei sardi in 89 gruppi genetici, detti aplogruppi.