"Urla e biancheggia il mar" è un verso celebre della poesia San Martino di Giosuè Carducci, che descrive un mare in tempesta causato dal vento di maestrale. "Urla" indica il rumore fragoroso delle onde, mentre "biancheggia" si riferisce alla schiuma bianca creata dalla furia del mare.
La nebbia che “piovigginando sale” evoca un'atmosfera di mistero e transizione, mentre il mare che “urla e biancheggia” diventa una metafora della forza incontrollabile della natura.
La poesia evoca l'atmosfera autunnale che arriva in paese. Il poeta descrive una stagione malinconica, con la nebbia che avvolge le colline e il mare in tempesta. Ma allo stesso tempo, il paese è in festa, poiché l'autunno è la stagione della vendemmia e questo provoca una condizione di allegria.
Nella terza strofa, si concentra l'ambiente domestico interno. Infatti sui ceppi accesi gira lo spiedo facendo colare il grasso della carne messa ad arrostire, mentre un cacciatore fischia sull'uscio a guardare.
Quando soffia il maestrale, urla e biancheggia il mar.?
La nebbia agli irti colli Piovigginando sale, E sotto il maestrale Urla e biancheggia il mar; Ma per le vie del borgo Dal ribollir de' tini Va l'aspro odor de i vini L'anime a rallegrar. Tra le rossastre nubi Stormi d'uccelli neri, Com' esuli pensieri, Nel vespero migrar.