Che sintomi dà la PCR alta?

Domanda di: Demi Mancini  |  Ultimo aggiornamento: 30 novembre 2023
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L'aumento della PCR spesso precede la comparsa di dolore, febbre o altri disturbi. Da sola non è sufficiente per accertare (diagnosticare) una malattia specifica. La misurazione della PCR nel sangue è spesso eseguita insieme a quella della velocità di eritrosedimentazione (VES).

Cosa si rischia con la PCR alta?

Più la concentrazione ematica di questa glicoproteina risulterà alta, maggiore sarà l'infiammazione presente nell'organismo. La PCR alta può essere anche l'indicatore di un'infezione, grave o cronica che sia. In questo caso, sono necessari ulteriori esami per approfondire i primi segnali evidenziati da questo test.

Quando il PCR è preoccupante?

Valori di riferimento della PCR

0,00 - 0,50 mg/100 ml: assenza di processi infiammatori; 0,50 - 1,00 mg/100 ml: possibilità di processo infiammatorio non acuto; 1,00 - 10,00 mg/100 ml: processo infiammatorio acuto lieve o moderato; oltre 10,00 mg/100 ml: processo infiammatorio acuto ed esteso.

Quali sono i sintomi della proteina C reattiva?

La misura della PCR può essere prescritta per: Identificare la presenza di infiammazione in pazienti che manifestano sintomi correlati, quali febbre, brividi, arrossamenti, nausea, vomito, iperventilazione e/o tachicardia.

Cosa altera la PCR?

La PCR si utilizza per valutare l'andamento di:

alcune forme di artrite; malattie autoimmuni; malattia infiammatoria pelvica (PID). Inoltre, si analizza per rilevare la presenza di un'infezione durante il periodo di recupero dopo un intervento chirurgico o altre procedure invasive.

PCR (Proteina C reattiva) alta e valori normali