Non dichiarare le criptovalute nel quadro RW espone a sanzioni amministrative dal 3% al 15% (o dal 6% al 30% per paradisi fiscali) del valore non dichiarato, oltre al recupero delle imposte (26% sulle plusvalenze) e interessi. Si rischiano inoltre sanzioni per omessa dichiarazione dal 120% al 240% delle imposte dovute.
L'omessa o infedele compilazione del Quadro RW comporta sole sanzioni amministrative pecuniarie, non avendo rilievo penale autonomo (come dettagliato oltre). In particolare, la sanzione è dal 3% al 15% degli importi non dichiarati (valore dei beni/prodotti esteri non segnalati).
Quando scatta l'obbligo di dichiarare le criptovalute?
Inotre per tutte le tue criptoattività, dovrai anche pagare l'imposta sostitutiva del 26% se superi la franchigia di €2.000 di proventi in cripto (anno fiscale 2023-2024). Per gli anni 2023-2024, al di sotto di €2.000 di plusvalenze e altri proventi realizzati i redditi non sono fiscalmente rilevanti.
Il primo e fondamentale adempimento per chi possiede criptovalute è la compilazione del quadro RW della dichiarazione dei redditi, o del quadro W se si presenta il Modello 730.
Cosa succede se non pago le tasse sulle criptovalute?
Il possesso di criptovalute deve essere dichiarato nel Quadro RW del Modello Redditi o nel Quadro W del Modello 730 per i lavoratori dipendenti. Se non si dichiara correttamente il valore del proprio portafoglio crypto, si rischiano sanzioni amministrative molto elevate: Dal 3% al 15% dell'importo non dichiarato.