E qui sì che si pagano le tasse. L'imposta sulle plusvalenze è del 26% ed è dovuta solo a condizione che il portafoglio cripto sia superiore a 51.645,69 euro (100 milioni delle vecchie lire) per almeno sette giorni lavorativi di seguito.
Quando vanno pagate le tasse sulle criptovalute? La tassazione sulle criptoattività, che già da giugno del 2023 doveva tradursi nel pagamento di specifiche tasse, è stata rimandata a settembre. Grazie a una proroga sulla sua attuazione il primo appuntamento per i contribuenti sarà quello del 30 settembre 2023.
In particolare, viene chiarito che le plusvalenze generate dalle criptovalute vengono tassate al 26%, ma questo solo se non rientrano tra i redditi derivati da un'attività di impresa, arte o professione o tra quelli da lavoro dipendente. Le cripto attività vengono quindi equiparate a strumenti finanziari.
Dal punto di vista fiscale, le criptovalute non saranno più equiparate alle valute estere, ma si andrà ad applicare la tassazione solo alle operazioni che comportano il pagamento o la conversione in euro. Vengono quindi escluse le attività che prevedono il cambio di valute digitali in altre monete digitali.
L'imposta di bollo consiste nel pagamento annuale dello 0,2% sul valore delle criptovalute possedute al 31/12 di ogni anno. L'imposta sui redditi diversi consiste invece nel pagamento del 26% delle plusvalenze generate dalla crescita del valore delle crypto dal momento dell'ottenimento a quello della cessione.