Che ti era o che ti fosse?
La scelta tra "che ti era" (indicativo imperfetto) e "che ti fosse" (congiuntivo imperfetto) dipende dalla sfumatura di certezza e dal tempo della frase principale. "Che ti era" indica un fatto reale o noto, spesso usato in contesti colloquiali. "Che ti fosse" si usa dopo verbi di pensiero, desiderio o in frasi ipotetiche per esprimere incertezza, irrealtà o subordinazione.
Si dice chi era o chi fosse?
“Chi fosse interessato mi contatti” o “chi sia interessato mi contatti”? Con l'imperfetto ci si riferisce al passato? (Chi era interessato, tre giorni fa, mi contatti adesso). RISPOSTA: La variante con il congiuntivo presente è ingiustificata, quindi da considerare errata.
Era o fosse?
Tecnicamente entrambi sono corretti. Io sceglierei "fosse" perché è la mia preferenza personale.
Che verbo mettere dopo il che?
Una volta il che causale era scritto con l'accento in quanto aferesi di perché: Vieni vicino ché voglio vederti meglio. 2) Proposizione finale con il verbo al congiuntivo: Ha insistito molto che salissi.
Se fosse o se era?
Se ti riferisci al passato (quindi quel "volevo" indica, come effettivamente dovrebbe essere, un'azione passata), sarebbe più corretto "fosse", se opti per il congiuntivo, o "era", se la tua scelta ricade sul meno formale indicativo ("(l'anno scorso) volevo sapere se fosse/era noto il risultato").
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Quando si usa era?
Nel linguaggio della cronologia si usa il termine era per indicare il conteggio degli anni a partire da una data particolare. Ad esempio la nascita di Gesù Cristo per l'era cristiana, l'Egira per l'era musulmana, la creazione del mondo per le ere ebraiche e bizantina.
Come si dice se era possibile o se fosse possibile?
In questo tipo di proposizione si può usare il congiuntivo (quindi se fosse possibile), che è, anzi, la variante più formale, ma anche l'indicativo (se è possibile) e il condizionale, che serve ad attenuare la perentorietà della richiesta, rendendola più cortese.
Come si fa a non sbagliare i congiuntivi?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Come si dice che eri o che fossi?
Eri rappresenta la scelta più marcata in senso colloquiale-informale: si tratta di un imperfetto epistemico, che instaura una serie di relazioni nascoste tra il pensato e la realtà: non sapevo, prima, che tu non fossi spagnolo, pensavo che tu fossi italiano, invece…
Come si dice vorrei che sia o vorrei che fosse?
Avete detto che i verbi che esprimono un desiderio o una volontà, al condizionale, esigono l'uso del congiuntivo imperfetto. Quindi la frase corretta è: "vorrei che fosse/fosse stato Giovanni a venire con noi".
Come capire se è congiuntivo o condizionale?
Il congiuntivo dopo il se indica un'azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un'altra.
Che venisse o che fosse?
Contemporaneità, allora si usa il congiuntivo imperfetto: Non credevo (allora) che venisse (allora o nell'immediato futuro). Anteriorità, allora si usa il congiuntivo trapassato: Non credevo (allora) che fosse venuto (ancora prima, il giorno prima, una settimana prima ecc.).
Qual è la frase minima per un verbo transitivo usato in senso assoluto?
e i verbi transitivi usati in senso assoluto come mangiare, bere, scrivere, leggere... hanno bisogno, per avere senso compiuto, di un solo argomento: il soggetto. Costituiscono, pertanto, una frase minima a un argomento: soggetto + predicato. Francesco sbadiglia.
Si dice sia sia oppure sia che?
La formula “sia… sia”, infatti, è valutata a larga maggioranza la migliore e quella da scegliere in quanto più tradizionale e più sonoramente piacevole. Inoltre, l'opzione “sia… che” rischia di creare confusione, nel caso siano presenti altri “che”.
Che ti è piaciuto o che ti sia piaciuto?
Sono felice che il regalo ti sia piaciuto." dovesse usare l'indicativo: Sono felice che ti è piaciuto. Sono felice per il fatto che ti è piaciuto.
"Sono certo che" è congiuntivo o indicativo?
il congiuntivo si usa per quello che non è sicuro, mentre l'indicativo per quello che è sicuro. Quindi si dice "sono sicuro che l'italiano è difficile" e "non sono sicuro se l'italiano sia difficile". Non sempre. Ad esempio usiamo il congiuntivo nella frase "(Io) sono sicura che lui arrivi in orario".
Come non sbagliare il congiuntivo?
Per non sbagliare il congiuntivo, ricorda di usarlo con verbi di dubbio, desiderio, speranza, opinione e necessità (es. credo che, spero che), nelle frasi ipotetiche con "se" (soprattutto se l'azione è irreale o incerta, come in "se fossi ricco"), con il Lei di cortesia (Mi faccia vedere), con espressioni impersonali (è bene che, è necessario che) e con pronomi indefiniti (chiunque); il trucco è sostituire con l'infinito se il soggetto è lo stesso e verificare il senso di incertezza o soggettività prima di ogni "che" o "se".
Che lo sia o che lo fosse?
Direi che sia un fatto di tempi (sia verbali che cronologici): “che sia brutto” = lo è sempre; “che fosse brutto” = lo era allora, quando ne parlammo.
Che differenza c'è tra è e é?
Cosa è il pivoting?
