L'amore di Petrarca per Laura, centrale nel Canzoniere, è un sentimento complesso, tormentato e in costante conflitto tra la passione terrena (desiderio sensuale, bellezza fisica) e l'aspirazione alla virtù spirituale. A differenza dello Stilnovo, Laura è una donna concreta, soggetta al tempo e alla vecchiaia, che non ricambia l'amore, provocando nel poeta un profondo dissidio interiore.
Laura è un esemplare di tutta perfezione, che dalla contemplazione di bellezza terrena tira l'anima alla contemplazione delle cose celesti, è scala al Fattore, i suoi occhi mostrano la via che conduce al cielo, da lei viene virtú e santitá.
Dopo le iniziali resistenze, l'autore (incalzato dagli argomenti e dalla dialettica del suo interlocutore) è costretto ad ammettere che in realtà ha amato soprattutto il corpo di Laura e la sua bellezza, anche se tale conclusione non lo indurrà a rinnegare i suoi sentimenti per lei.
L'amore per Laura è impossibile, poiché è sposata e virtuosa, causando tormento interiore nel poeta. Il tormento interiore del poeta è complesso, con un forte accento sulla personalizzazione del conflitto amoroso.
La relazione platonica tra Petrarca e Laura si sviluppa attraverso sguardi fugaci e incontri occasionali, senza mai concretizzarsi in un legame fisico. La morte di Laura, avvenuta il 6 aprile 1348 a causa della peste, segna una svolta nella produzione poetica di Petrarca.