“Meglio” invece, è un avverbio, e pertanto affianca sempre un verbo. Si tratta del grado comparativo dell'avverbio bene. Essendo un avverbio, “meglio” si usa come tale. In pratica significa letteralmente “in modo migliore”.
L'aggettivo MIGLIORE è il comparativo di "buono": più buono = migliore. Come tutti gli aggettivi, può precedere o seguire un sostantivo. La mia migliore amica si chiama Stefania.
Gli avverbi usati per il grado comparativo sono: più, meno, tanto, quanto, ecc. Il grado comparativo si divide a sua volta in tre forme: comparativo di maggioranza, comparativo di minoranza, comparativo di eguaglianza.
– 1. a. È l'avverbio corrispondente all'agg. buono, e significa perciò in modo buono, retto, giusto, o conveniente, opportuno, vantaggioso, in modo insomma da dare soddisfazione piena: agire b., comportarsi b.; eseguir b.
L'avverbio è una parte invariabile del discorso, la cui funzione è determinare il significato di un verbo (dorme saporitamente), un aggettivo (molto buono) o un altro avverbio (troppo duramente). A seconda della funzione che svolgono, gli avverbi si suddividono in diverse categorie.