Domanda di: Ing. Neri Grasso | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2026 Valutazione: 4.8/5
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Laura Santi era affetta da una forma di sclerosi multipla progressiva e avanzata, diagnosticata nel 2000, che ha causato un grave e costante peggioramento delle sue condizioni fisiche nel corso di oltre 25 anni. La malattia ha portato a una disabilità motoria e funzionale importante, spingendola a chiedere e ottenere il diritto al suicidio medicalmente assistito, avvenuto a luglio 2025.
Laura Santi, consigliera generale dell'Associazione Luca Coscioni, nata nel 1975, affetta da oltre 25 anni da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, che ha iniziato il suo decorso progressivo nel 2014, fino ad arrivare alla forma attuale.
Chi ha la sclerosi multipla finisce per forza in sedia a rotelle.?
Prognosi della sclerosi multipla
Alcuni pazienti con SM primaria progressiva possono peggiorare più rapidamente. Ciononostante, circa il 75% delle persone con sclerosi multipla non ha bisogno di una sedia a rotelle nell'arco della vita e per il 40% non c'è interruzione delle attività.
Quanto vive in media un malato di sclerosi multipla?
L'aspettativa di vita per chi ha la sclerosi multipla (SM) è notevolmente migliorata e si è ridotta di pochi anni rispetto alla popolazione generale (circa 5-10), grazie alle terapie moderne, che rallentano la progressione della malattia, e a una migliore gestione delle complicanze, permettendo a molti di vivere una vita piena e attiva, sebbene variabile in base alla forma e alla gravità individuale. La SM non è una malattia mortale, ma le complicanze possono ridurne l'aspettativa.
fatica. Può comparire già nelle prime fasi di malattia come una sensazione di stanchezza estrema o spossatezza, non correlabile all'attività fisica. La fatica interferisce con le attività fisiche e mentali della persona con sclerosi multipla, contribuendo a peggiorare le difficoltà già presenti.