Che verbi sono prudere e splendere?

Domanda di: Albino Orlando  |  Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026
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Prudere e splendere sono verbi difettivi italiani, caratterizzati da una coniugazione incompleta, specialmente per la mancanza o rarità del participio passato e dei tempi composti. Entrambi sono intransitivi (coniugati con ausiliare essere o avere) e spesso usati alla terza persona singolare o plurale, descrivendo stati o azioni continue.

Che tipo di verbo è prudere?

Trattandosi di un verbo intransitivo usato prevalentemente in modo impersonale (mi prude il braccio; non grattare dove ti prude) le prime e seconde persone singolari e plurali sono morfologicamente coniugabili (*io prudo, *tu prudi, *noi prudiamo, *voi prudete) ma non utilizzate.

Che tipo di verbo è splendere?

Perché pare che limitarsi a dire "splendere è un verbo difettivo, a cui mancano sia le forme verbali composte che il participio passato" non basti come spiegazione, e si venga bacchettati e rimandati all'opinione di chi ha dato per buono un termine orribile come 'petaloso'.

Quali verbi difettivi hanno il participio passato?

La grammatica italiana (2012)

Alcuni verbi come competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere non hanno il participio passato, quindi non possono formare i tempi composti. Un povero consunto vestitino di casa (I. Svevo, La coscienza di Zeno).

Perché non esiste il participio passato di splendere?

Il verbo "splendere" fa parte di verbi difettivi, ossia quei verbi che non si possono declinare in tutti i modi, tempi e persone. Detto questo, il participio passato, seppur usato raramente in quanto cacofonico, è "splenduto". "Spleso" e "splento", invece sono strafalcioni.

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