"Vorrei" è la prima persona singolare (io) del modo condizionale presente del verbo irregolare volere (seconda coniugazione). Viene comunemente utilizzato per esprimere un desiderio, una volontà o una richiesta in modo gentile, cortese o condizionato.
In sostanza, se il nostro vorrei è espressione di desiderio, via libera per il congiuntivo imperfetto; se, invece, è una forma edulcolorata di voglio, meglio il congiuntivo presente.
I verbi potere, dovere e volere sono considerati verbi modali o servili perché servono all'infinito che di solito li segue aggiungendo un'idea di possibilità, volontà, obbligo o necessità.
Il congiuntivo imperfetto si usa in tantissimi casi ma oggi ci concentriamo sul suo uso con il condizionale. In particolare il verbo vorrei o comunque col condizionale presente e passato. Ricordate che il congiuntivo si usa quando nella frase principale abbiamo un verbo che esprime un desiderio, giusto?
Il congiuntivo dopo il se indica un'azione che nella realtà non si è verificata e che molto difficilmente si verificherà (“se gli asini volassero” ne è un buon esempio). Il condizionale invece esprime il fatto che una certa azione si verificherà se prima ne accadrà un'altra.