Domanda di: Dr. Neri Sorrentino | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026 Valutazione: 4.5/5
(4 voti)
Nei templi dell'antichità (egizi, greci, romani, sumeri) abitava simbolicamente la divinità, incarnata nella statua cultuale posta all'interno della cella o naos. Di fatto, l'accesso era limitato esclusivamente ai sacerdoti e al personale del tempio, che gestivano i rituali, le offerte e l'amministrazione dei beni, mentre le cerimonie pubbliche avvenivano all'esterno.
Agrigento è stata fondata nel VI secolo a.C. dalla popolazione greca dei Rodi a partire dalla pianura ove oggi si trova la Valle dei Templi (uno dei Beni del Patrimonio Mondiale dell'umanità dell'Unesco).
Gli spazî dedicati alle divinità, e nei quali si potevano pure osservare gli auspicia, erano a questo scopo di solito delimitati come templa e il nome passò poi dallo spazio limitato all'edificio per la divinità che su di esso si costruiva e che si diceva più propriamente aedes.
I templi egizi erano luoghi sacri dedicati agli dei e ai faraoni, dove si svolgevano rituali religiosi. Simbolizzavano il legame tra il mondo umano e divino.
Il tempio era una struttura religiosa. La statua della divinità era custodita in una cella interna (NAOS) (1) ma vi poteva entrare solo il sacerdote. Le cerimonie si svolgevano all'esterno e qui spesso si trovava un altare (ARA). I fedeli stavano all'esterno e per questo il tempio era più bello fuori anziché dentro.