La prima proposta fu fatta al poeta-soldato dall'ammiraglio Umberto Cagni, la seconda dal generale Saverio Grazioli e Francesco Salata e infine la terza dal generale Pietro Badoglio, che chiedeva a D'Annunzio di lasciare la città per sottoporla, d'intesa con gli alleati, a protezione italiana.
L'intento fu quello di proclamare l'annessione della città all'Italia forzando in tal modo la mano ai delegati delle potenze vincitrici della prima guerra mondiale, all'epoca impegnati nella Conferenza di pace di Parigi.
Oltre alla vicina Istria, fu una tra le prime città a opporsi al fascismo e, durante la Seconda guerra mondiale, fece parte del fronte antifascista. Dopo la capitolazione dell'Italia, nel 1943, Fiume e Sušak furono occupate dai tedeschi, che le controllarono fino al 3 maggio 1945, giorno della loro liberazione.
L'Italia ottenne Trieste, Pola, Zara e Gorizia. riconoscendo Fiume come Stato libero e indipendente. D'Annunzio non riconobbe quanto stabilito a Rapallo e perciò il governo fu costretto a incaricare il generale Caviglia di far sgomberare con la forza i ribelli.
Nel 2o20 Fiume/Rijeka è stata designata Capitale Europea della Cultura insieme a Galway in Irlanda. Il testimone viene a loro ceduto da Matera e Plovdiv in Bulgaria, capitali culturali europee del 2019.