Il presidente della Repubblica ha infatti il ruolo di supremo comandante delle Forze Armate, mentre il ministro della Difesa ne è comandante in capo. Il presidente ha diritto di dichiarare la guerra.
Per l'attività di comando e controllo sulle unità dell'Esercito, il capo di stato maggiore dell'Esercito italiano, coadiuvato da un sottocapo di stato maggiore, si avvale di nove alti comandi retti da altrettanti generali di corpo d'armata e da un Ispettorato diretto da un tenente generale.
Nel caso estremo in cui l'Italia dovesse entrare in guerra, a venire arruolati sarebbero i militari dell'Esercito, della Marina militare, dell'Aeronautica militare, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, sia quelli in servizio che quelli il cui servizio in uno di questi corpi è cessato da non oltre 5 anni.
Sono quelli della greca, lo strano ghirigoro che sta sotto le stellette, da una a quattro. E sono davvero tanti, almeno in Italia: 480 secondo i dati pubblicati dal Conto annuale del Tesoro 2010 della Ragioneria generale dello Stato. Ma poi ci sono quelli delle torri con tre stelle, anche loro un'enormità: 2342.