Domanda di: Ing. Fernando Villa | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.5/5
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Alla luce di quanto appena detto, posso quindi dirti che è il giudice che decide sulla prescrizione, nel senso che, una volta verificato che è trascorso il lasso di tempo previsto dalla legge perché un reato sia prescritto, è tenuto a pronunciare sentenza con cui dichiara il non doversi procedere per intervenuta ...
La prescrizione è il periodo di tempo indicato dalla legge entro il quale una persona deve far valere un proprio diritto. Trascorso inutilmente questo lasso temporale, il diritto si estingue e la persona non può più esercitarlo (si parla di prescrizione c.d. estintiva ).
Il termine della prescrizione decorre dal giorno della consumazione del reato. Invece, per quanto concerne il reato tentato riguarda il giorno in cui è cessata l'attività del colpevole. Per il reato permanente invece, dal giorno in cui è cessata la permanenza.
In altre parole, la riforma prevede di fatto il blocco del corso della prescrizione del reato dopo la sentenza di primo grado o il decreto di condanna, indipendentemente dall'esito di condanna o di assoluzione del giudizio: in sintesi nessuna prescrizione potrà maturare in appello o cassazione.
157 comma 1 statuisce che, la prescrizione estingue il reato decorso il tempo corrispondente al massimo della pena edittale stabilita dalla legge, e comunque, per un tempo non inferiore a sei anni se si tratta di delitto ovvero quattro anni se si tratta di contravvenzione, ancorché puniti con la sola pena pecuniaria.