Maya, Incas, egiziani, babilonesi… tutti nel corso del tempo hanno iniziato a creare il loro sistema numerico. I numeri come li conosciamo oggi, cioè 1, 2, 3, 4…e così via, derivano dai numeri arabi, ma in realtà sono nati in India più di 2 mila anni fa.
Un frammento degli Elementi di Euclide rinvenuto a Ossirinco. La prima traccia incontestabile di un vero studio dei numeri primi è costituita dagli Elementi di Euclide, un libro composto tra il IV e il III secolo a.C., che fornisce un quadro completo delle conoscenze matematiche del tempo.
I primi a scrivere i numeri furono i Sumeri, intorno al 3300 a.C. Per registrare gli scambi commerciali inizialmente essi modellarono gettoni d'argilla, ognuno dei quali rappresentava una particolare quantità. Questi oggetti accompagnavano le merci (animali, cereali, vasi…) date o ricevute.
Lo sviluppo della nozione di numero fu il frutto di un processo graduale che viene fatto risalire a circa 300.000 anni fa, quando l'uomo preistorico registrava quantità numeriche inizialmente con le dita e, nel caso in cui non fossero sufficienti, formando mucchi di pietre o incidendo tacche su ossa o bastoni.
Lo sviluppo dello zero in senso moderno va fatto risalire alla cultura Hindu, anche se il padre dello zero è considerato universalmente il matematico arabo Muhammad ibn Musa al Khwarizmi (800 dopo Cristo) che lo introdusse tra i numeri oggi noti come “arabi”.