Domanda di: Ing. Michael Coppola | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Per quanto l'onda d'urto del fenomeno sembri scemata rispetto a qualche anno fa, secondo la stampa del settore l'Italia resta il paese più tatuato del mondo, con il 48% della popolazione «marchiato». La Penisola è seguita nell'ordine dalla Svezia (47%) e dagli Stati Uniti (46%).
I tatuaggi non sono ben visti in tutto il mondo. Dal Giappone alla Corea del Sud, passando per la Thailandia, ecco dove i tatuaggi sono considerati disdicevoli o addirittura vietati per legge.
Tra le civiltà antiche in cui si sviluppò il tatuaggio fu l'Egitto ma anche l'antica Roma, crocevia di civiltà, dove venne vietato dall'imperatore Costantino, a seguito della sua conversione al Cristianesimo ("Non vi farete incisioni nella carne per un defunto, né vi farete tatuaggi addosso.
Dai dati di un'indagine svolta dall'Istituto superiore di sanità (Iss), e conclusa nel 2015, in Italia ci sono 6,9 milioni di persone tatuate, ovvero il 12,8% della popolazione italiana, percentuale che sale al 13,2% se si considerano anche gli ex-tatuati.
Ma quanti sono gli italiani tatuati? Circa 7 milioni di persone possiedono almeno un tattoo, ossia poco meno del 13% della popolazione totale. Le donne tendono a tatuarsi con maggiore frequenza rispetto agli uomini e si concentrano su piedi, caviglie e schiena, mentre i maschi prediligono spalle, braccia e gambe.