Domanda di: Augusto Ferrari | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Molti critici identificano Silvia
Silvia
Il primo dei canti pisani-recanatesiA Silvia è una delle più celebri poesie di Leopardi. Composta a Pisa fra il 19 e il 20 aprile del 1828, questa canzone inaugura, assieme a Il risorgimento, la serie dei canti pisano-recanatesi (1828-1830).
con Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi nel 1818. Fanciulla di cui Leopardi si era innamorato, senza però essere ricambiato. Altri critici, invece, ritengono che Silvia sia una costruzione psicologica del poeta.
Il ritratto fisico e psicologico di Silvia è affidato a 'ridenti' e 'fuggitivi', che indicano la sua gioia e timidezza; 'lieta e pensosa' comunicano la sua spensieratezza nell'affrontare la vita ancora sconosciuta, ma con preoccupazione, come per un vago sentimento della sua sorte.
Nell'ultima strofa di “A Silvia” di Leopardi c'è la visione della "fredda morte = c'è la figura della speranza che addita una tomba da lontano. Tutta l'opera racchiude quindi immagini di vita. È quindi una protesta contro la natura che ha negato all'uomo la vita e la gioia.
Anche la morte di Silvia é inquadrata nella cornice simbolica di una stagione, quella che precede l'arrivo dell'inverno, che è, in senso metaforico, l'età del vero in cui muoiono le speranze. Nato a Recanati nel 1798, morto a Napoli nel 1837.
La canzone è imperniata sulla figura di Silvia, nome fittizio dietro cui è probabile che si nasconda Teresa Fattorini, figlia del cocchiere di casa Leopardi, quasi coetanea del poeta e morta di tisi a ventun anni il 30 settembre 1818.