Nella mitologia greca, "Zeno" non è un personaggio mitologico specifico, ma deriva da Zên (Ζῆν), la forma accusativa di Zeus, indicando quindi un legame diretto con il re degli dèi. Spesso usato come forma abbreviata per nomi teoforici (come Zenodoto o Zenobio), significava "consacrato a Zeus" o era relativo al dio greco stesso.
Il nome Zeno ha una diffusione limitata in Italia, ma in leggera crescita; tra il 1999 e il 2022 sono nati poco più di 3.700 bambini di nome Zeno. Dai 26 bambini del 1999 si è arrivati ai 352 nel 2022.
Zeno Cosini, un maturo e ricco commerciante di Trieste, quasi intossicato dal fumo, è stato indotto dal suo psicoanalista a scrivere un'autobiografia, nella speranza che ciò lo aiuti a guarire dal pericoloso vizio. Interrotta dal paziente la terapia, il medico Dottor S., per vendetta, ne pubblica le memorie.
La "malattia di Zeno" si riferisce all'inettitudine, una condizione di paralisi della volontà e nevrosi che affligge il protagonista de La coscienza di Zeno di Italo Svevo, manifestata nel suo incapacità di smettere di fumare e di realizzare i propri propositi, ma che si rivela paradossalmente una forma di "grande salute" per la sua capacità di mettere in discussione la vita e di essere sempre in divenire, a differenza dei "sani" conformisti.
Zeno Cosini è l'archetipo dell'inetto, un uomo incapace di prendere decisioni definitive e di vivere con coerenza. Il suo carattere è segnato dall'indecisione, dall'incapacità di perseguire i propri obiettivi e dalla tendenza a procrastinare.