Chi intende sanare la propria inadempienza potrà ricorrere al ravvedimento operoso, mediante il quale sarà pagata una sanzione ridotta, l'importo del tributo omesso (o presentando dichiarazioni e comunicazioni mancanti) e gli interessi di mora in base ai giorni di ritardo.
Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti. Prima delle modifiche introdotte dalla legge di Stabilità per il 2015, per poterne usufruire occorreva rispettare determinati limiti di tempo. Inoltre, era necessario che: la violazione non fosse già stata constatata e notificata a chi l'avesse commessa.
Pagamento dovuto di 1.000 euro eseguito con due giorni di ritardo; il ravvedimento viene posto in essere entro i 30 giorni. La sanzione sarà pari a 2 euro, in quanto si applica la sanzione del 15% ridotta a 2/15 e poi a 1/10.
Dopo il termine previsto dal Ravvedimento operoso si applica la sanzione del 30% dell'imposta e il contribuente non può più utilizzare il ravvedimento operoso. In tal caso per regolarizzare la propria situazione è necessario rivolgersi all'Ufficio Tributi del proprio Comune.
In caso di mancato pagamento, se il versamento viene eseguito entro trenta giorni dalla data di scadenza, la sanzione da pagare attraverso ravvedimento operoso è pari a 1/10 di quella ordinaria. Se i versamenti di regolarizzazione vengono effettuati entro 15 giorni, la sanzione è pari a 1/15.