Le regole di fatturazione per il dropshipping sono analoghe a quelle per l'e-commerce: il dropshipper (fornitore o produttore) emette una fattura per i prodotti venduti tramite la piattaforma di e-commerce, che registra questa fattura nel registro degli acquisti e nelle vendite o corrispettivi.
Il fornitore (dropshipper) emette fattura all'e-commerce (venditore) per la spedizione/vendita effettuata. Il venditore e-commerce registra la fattura di acquisto e, al contempo, emette la fattura per la vendita al cliente finale.
Il Codice ATECO si usa per classificare il tipo di attività economica e va comunicato al momento dell'apertura della Partita Iva. Quello corretto per il dropshipping è il Codice ATECO 47.91.10 – Commercio al dettaglio di prodotti via internet.
Cosa succede se faccio dropshipping senza partita IVA?
Non avendo Partita Iva, non puoi pubblicare sul tuo Store tutte le informazioni inerenti, come denominazione, numero di Partita Iva, indirizzo ufficiale della sede, numero di iscrizione alla Camera di Commercio, e questo inadempimento prevede una sanzione da € 258 ad € 2.065.
Chiarito come funziona questa tipologia di vendita, andiamo a rispondere al primo quesito: è possibile fare dropshipping senza partita IVA nel 2022? La risposta è no. Non è possibile utilizzare il sistema della vendita tramite drop and ship, in un e-commerce in Italia, se non hai un codice di attribuzione IVA.