Non esiste un unico "primo" rapper italiano, ma Jovanotti è stato il primo a portare il rap al grande pubblico (fine anni '80), mentre il collettivo Onda Rossa Posse (1990) ha pubblicato il primo disco rap in italiano, segnando l'inizio della scena hip hop autoctona, con pionieri come Ice One, DJ Gruff e Joe Cassano che hanno poi sviluppato il genere.
Tra i rapper in prima linea negli anni 90 ci sono soprattutto dei gruppi ma anche alcuni solisti. I Lion horse posse sono tra i primissimi nella scena milanese a registrare delle demo. Contemporaneamente a Bologna emergono Soul Boy e DeeMo mentre a Roma si distinguono gli Assalti frontali.
Il 14 novembre del 2021 ha rivelato il cambio di pseudonimo da Gué Pequeno a Guè, il rapper dunque è cresciuto e spiega così il suo cambiamento. Guè ha traghettato il rap italiano in una nuova era, rendendolo un genere credibile svelandone il fascino al grande pubblico, ma senza mai cadere nel pop commerciale.
Se ripensiamo ai primi artisti o rapper italiani fino ad oggi, la maggioranza viene affiliata naturalmente a una città. Abbiamo avuto i Sangue Misto e Bologna, i Club Dogo e Milano, il TruceKlan e Roma, i Co'sang e Napoli così via.