Domanda di: Piccarda Longo | Ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2026 Valutazione: 4.6/5
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La frase "Un bel tacer non fu mai scritto" è un famoso proverbio italiano che viene spesso attribuito a Dante Alighieri, ma in realtà deriva da un verso del poeta e librettista Iacopo Badoer (XVII secolo), che la scrisse nel suo libretto "Il ritorno d'Ulisse in patria" (1640) per Claudio Monteverdi. Sebbene sia un motto popolare, l'origine letteraria è di Badoer, che lo inserì nel testo dell'opera.
È un proverbio italiano che qualcuno ha attribuito a Dante ma che probabilmente deriva da un verso del poeta e librettista Iacopo Badoer (XVII sec.) Significa che la bellezza del tacere invece di pronunciar sciocchezze non è mai stata lodata abbastanza.
La si attribuisce a Dante Alighieri anche se molti storici sono propensi a pensare sia di Iacopo Badoer, poeta e scrittore vissuto nel XVII secolo, ma non è questo il punto, il filo rosso che lega questa frase all'attualità e alla quotidiana “lotta” (?!)
"Un bel tacer non fu mai scritto" è un proverbio italiano che significa che il silenzio al momento giusto ha un valore maggiore di parole inopportune, sciocche o affrettate.
Non c'è una singola frase universalmente considerata la "più famosa", ma alcune delle più celebri e citate sono "Amor, ch'a nullo amato amar perdona" (Inferno, V, v. 103), che esprime la forza ineluttabile dell'amore, e "E quindi uscimmo a riveder le stelle" (Inferno, XXXIV, v. 139), che chiude il viaggio infernale con un'immagine di rinascita e speranza. Altre molto note includono "Nel mezzo del cammin di nostra vita" (Inferno, I, v. 1) e "L'amor che move il sole e l'altre stelle" (Paradiso, XXXIII, v. 145), che chiude l'intera Commedia.