Un primo registro di nomi esisteva già in età romana: i cittadini venivano segnati con un praenomen (cioè il nome personale, per esempio Caio), e con l'indicazione della gens (cioè della famiglia di provenienza, "Giulia" per esempio).
Ai primi posti, oltre a Francesco e Giulia, per i maschi Alessandro, Andrea, Matteo, Lorenzo e Gabriele, per le femmine Sofia, Martina, Sara e Giorgia.
Tra le prime azioni compiute da Adamo si ricorda il dare i nomi alle cose, proprio come fanno gli scienziati, soprattutto quelli che si occupano di tassonomia, quando nominano e classificano specie appena scoperte.
L'antroponimo è il nome proprio attribuito a una persona. Lo studio degli antroponimi è detto antroponimia (o antroponomastica) e rientra nella categoria più vasta dell'onomastica, cioè lo studio del significato e dell'origine dei nomi propri.
L'onomastica nel significato più ampio e comune comprende settori come la toponomastica (o toponimia, che ha per oggetto lo studio dei nomi di luogo; ➔ toponimi) e l'antroponomastica (o antroponimia, che studia i nomi di persona).