Domanda di: Piccarda Battaglia | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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7 Peccati Capitali – Nascita e Storia
L'elenco dei 7 peccati capitali fu stilato da un monaco asceta di nome Evagrio Pontico, verso la seconda metà del 300 dc. Evagrio nel primo elenco descrisse 8 peccati capitali, “aggiungendo” la tristezza e la vanagloria ma omise l'invidia.
Come si è detto precedentemente, il concetto moderno dei sette peccati capitali è legato alle opere del monaco del IV secolo Evagrius Ponticus, il quale elencò dei pensieri malvagi: il peccato di gola, la prostituzione, l'avarizia, la tristezza, l'invidia, tristezza per la fortuna di un altro, l'ira, l'accidia e l' ...
Può interessarti anche. La risposta giusta, se ci rivolgiamo alla classificazione della dottrina morale cattolica, naturalmente non è nessuna di queste sei: il vizio peggiore, secondo la norma gregoriana, è – attenzione – la superbia, che S. Tommaso definisce un desiderio disordinato della propria eccellenza.
I primi sei vizi infatti sono concatenati l'uno all'altro in maniera tale che ciascuno nasce da una sorta di eccedenza del vizio che lo precede: l'eccesso della gola genera la lussuria, questa a sua volta produce l'avarizia, dall'avarizia nasce l'ira, dall'ira la tristezza, dalla tristezza l'accidia.
L'indifferenza è stata definita il male del nostro secolo e con la globalizzazione ha raggiunto proporzioni gigantesche. Non avere a cuore gli altri è un peccato mortale. Don Andrea Gallo la definì " l'ottavo vizio capitale " pericoloso quasi come la violenza.