La lingua italiana non ha un singolo inventore, ma è nata dall'evoluzione del latino volgare parlato dal popolo, consolidandosi nel tempo. Dante Alighieri è universalmente riconosciuto come il "padre della lingua italiana" per aver elevato il volgare fiorentino a lingua letteraria con la Divina Commedia.
Dante, ha detto Teresa, è stato il primo a credere nell'italiano. È proprio così. Dante è stato il più grande poeta che l'Italia abbia mai avuto, e tutti lo chiamano, giustamente, come ha ricordato anche Fela, il “padre della lingua italiana”.
La lingua italiana si è evoluta nel corso del tempo secondo un processo lungo e graduale, che inizia alla fine della caduta dell'Impero Romano, nel quinto secolo. Fino ad allora, il latino è stato diffuso e imposto in tutto l'Impero come “lingua franca”, o come lingua condivisa.
La lingua italiana trae origine dal latino, la lingua più antica dei Romani. I Latini erano un popolo che crebbe sempre di più e che, stabilitosi in Italia, fondò Roma. Quelli che ormai divennero Romani, si imposero anche all'esterno dell'Italia e diffusero la lingua latina ai popoli da loro sottomessi.
🔎 È vero che la lingua italiana nasce in Sicilia? Sì, è storicamente vero che la Scuola Poetica Siciliana fu il primo movimento letterario a usare un volgare italiano come lingua scritta e artistica, anticipando di circa mezzo secolo i toscani. Anche Dante, nel De Vulgari Eloquentia, lo afferma chiaramente.