La celebre frase "Libera Chiesa in libero Stato" fu pronunciata da Camillo Benso, conte di Cavour, il 27 marzo 1861 durante un discorso al Parlamento italiano per sostenere la proclamazione di Roma capitale. Con questa espressione, Cavour teorizzò la separazione tra potere spirituale e temporale, garantendo la libertà di culto della Chiesa senza interferenze statali, in cambio della rinuncia a privilegi temporali.
Frase coniata da C. de Montalembert e pronunciata più volte da C. Benso di Cavour, fra l'altro, nel discorso al Parlamento con cui appoggiò l'ordine del giorno che acclamava Roma capitale d'Italia (27 marzo 1861).
Con il principio di “libera Chiesa in libero Stato”, Cavour delineò i fondamenti su cui si sarebbero basate le future relazioni tra lo Stato e la Chiesa: piena libertà per la Chiesa da qualunque forma di ingerenza dello Stato nelle proprie attività e nella vita spirituale e nel contempo rinuncia a qualsiasi privilegio ...
Il principio di laicità, su cui è fondato il nostro Paese, non è indicato espressamente nella Costituzione, ma si può ricavare in via interpretativa da diversi articoli della Carta costituzionale e dalle pronunce della giurisprudenza.
La Repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti ed alla reciproca collaborazione per la promozione dell'uomo e il bene del Paese.