La morte di Gesù fu voluta principalmente dai capi religiosi ebraici del Sinedrio, in particolare dal sommo sacerdote Caifa, che lo accusarono di blasfemia. La sentenza di crocifissione fu emanata dal prefetto romano Ponzio Pilato, che cedette alla pressione della folla e dei leader locali, pur dubitando della sua colpevolezza.
Pilato è presente nei quattro Vangeli canonici ed è citato negli Atti degli Apostoli (3,13-4;27,13-28) e in 1Tim 6,13 . Secondo i Vangeli fu il magistrato responsabile del processo e della condanna a morte di Gesù di Nazareth.
Ponzio Pilato (in latino Pontius Pilatus; in greco antico Πόντιος Πιλᾶτος, Póntios Pilâtos; in ebraico פונטיוס פילאטוס; fine I secolo a.C./inizio I secolo – I secolo) è stato un politico e militare romano, che fu prefetto della Giudea per circa un decennio durante il regno di Tiberio, negli anni intorno al 30.
L'idea del Messia ebraico è diversa dal Cristo cristiano perché gli ebrei credono che Gesù non abbia realizzato le profezie messianiche che stabiliscono i criteri della venuta del Messia. I testi principali dell'ebraismo rifiutano Gesù come Dio, essere divino, intermediario tra gli esseri umani e Dio, Messia o santo.