Domanda di: Ing. Danthon Pellegrino | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2026 Valutazione: 5/5
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In linea di massima, sì: anche se un immobile non è abitato, la TARI (tassa sui rifiuti) va pagata perché il presupposto è la potenzialità di produrre rifiuti, non l'effettiva produzione. L'esenzione totale è possibile solo se l'immobile è inutilizzabile (inagibile) o privo di arredi e con tutte le utenze disattivate.
Il Regolamento TARI, art. 29 prevede l'esenzione dal versamento della tassa sui rifiuti (TARI) per locali inagibili/inabitabili o privi di tutte le utenze attive di servizi di rete e non arredate. Per usufruire di questa esenzione occorre presentare una dichiarazione.
Quando l'inquilino è obbligato a pagare la TARI? Un inquilino non residente deve pagare la TARI solo se il contratto di locazione ha una durata superiore ai sei mesi. In questo caso, il Comune considera l'inquilino il soggetto obbligato al pagamento, indipendentemente dal fatto che risieda o meno nell'immobile.
Infatti, oltre alle due voci finite in bolletta nel 2024 (una per la gestione dei rifiuti pescati in mare e l'altra a copertura degli eventi calamitosi), è comparsa nella bolletta 2025 anche una voce da 6 euro destinata al bonus Tari, per un totale per queste tre voci di 7,60 euro in più da pagare.
È obbligato a pagare la TARI chiunque occupi l'immobile, a prescindere se sia inquilino in affitto o proprietario. Nello specifico, è obbligato al pagamento: il proprietario dell'immobile che occupa l'immobile; l'affittuario che possiede un contratto di locazione superiore a 6 mesi.