Domanda di: Dr. Demian Conti | Ultimo aggiornamento: 12 maggio 2026 Valutazione: 4.7/5
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La dieta senza o a basso contenuto di sale (iposodica) è principalmente indicata per soggetti con ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, malattie renali, cirrosi epatica con ascite o edemi, per ridurre la ritenzione idrica e l'affaticamento d'organo. Non è una scelta salutare per tutti: l'eliminazione totale del sale può causare stanchezza, crampi e iponatriemia, poiché il corpo necessita di un apporto minimo.
L'organismo infatti ha bisogno del sodio, nelle giuste quantità, per funzionare correttamente. La sua carenza può condurre all'iponatriemia, una carenza di sodio acuta che dà manifestazioni cliniche severe, soprattutto a livello neurologico.
La dieta senza sale notoriamente è prescritta in casi di insufficienza cardiaca e di ipertensione arteriosa. L'ipertensione arteriosa è, generalmente, un fattore d'aggravamento di una malattia cardiologica e può provocare incidenti cardiovascolari (infarto del miocardio, emorragie cerebrali).
Eliminare totalmente il sale può essere controproducente e persino pericoloso. Un apporto troppo basso di sodio può causare crampi muscolari, stanchezza, mal di testa e, nei casi più gravi, iponatriemia. Il nostro organismo ha bisogno di circa 500-1300 mg di sodio al giorno per funzionare correttamente.
Di conseguenza, si verificano per primi i sintomi di disfunzione cerebrale, come ad esempio sonnolenza (letargia) e confusione. Il soggetto può anche avere nausea e una sensazione di mancanza di equilibrio. Alcune persone possono avere un'anamnesi di cadute.